Capelli bianchi ed erbe tintorie: coprono davvero?

Ricrescita di capelli bianchi vista da vicino prima della colorazione con erbe tintorie

È la domanda che ci fanno più spesso, di solito al primo appuntamento, guardando la ricrescita allo specchio: «Ma con le erbe i bianchi si coprono, o è solo un riflesso?»

La risposta breve è sì, si coprono. Quella lunga spiega perché il risultato si costruisce in modo diverso da una tinta, e perché proprio questa differenza piace a chi l’ha provata.

Tinta ed erbe tintorie lavorano in due modi opposti

Una tinta chimica lavora per penetrazione. L’ammoniaca (o la monoetanolammina, nei prodotti «senza ammoniaca») apre le squame del capello, il perossido schiarisce la melanina naturale e il pigmento sintetico entra nella fibra. Le cuticole restano aperte, ed è per questo che dopo qualche passaggio il capello appare più spento e poroso.

Le erbe tintorie lavorano per stratificazione. Il pigmento vegetale si lega alla cheratina esterna e avvolge il capello senza aprirlo. Non c’è niente da svuotare e niente da riempire: il capello resta integro e anzi risulta più corposo, con un effetto simile a una laminazione naturale.

Allora perché si dice che le erbe «non coprono i bianchi»?

Perché il colore vegetale non arriva tutto alla prima applicazione: si costruisce. Il pigmento si deposita a strati, e a ogni passaggio il colore diventa più intenso e più stabile. Chi si aspetta lo stesso effetto «tutto e subito» di una tinta, al primo trattamento può restare sorpresa; chi continua vede il bianco sparire in modo progressivo e duraturo.

Quante applicazioni servono dipende dalla percentuale di bianchi, dal colore di partenza e dalla tonalità che si vuole ottenere: per questo lo stabiliamo insieme, guardando i tuoi capelli.

Ogni erba ha il suo compito

Non esiste «l’erba che copre i bianchi»: esiste una miscela pensata per quella persona. Nel nostro erbario:

  • Lawsonia (henné puro): è la pianta che copre i bianchi, in modo progressivo, senza riga netta di ricrescita;
  • Indigo + Lawsonia: insieme danno il nero botanico, profondo e caldo, lontano dall’effetto piatto e violaceo dei neri chimici;
  • Robbia: le sfumature fredde, dal rosa antico al ciliegia, e la prova che «erbe = arancione» è un mito;
  • Cassia obovata (henné neutro): non colora, ma lucida e ristruttura.

Come si svolge il trattamento

Divisione delle radici con il pettine per controllare la ricrescita bianca
Prima di tutto si guarda quanti sono i bianchi e dove si concentrano.
  1. Si guarda la ricrescita. Prima di scegliere la miscela osserviamo quanti sono i bianchi e dove si concentrano.
  2. Si prepara la pasta. Le polveri vengono miscelate al momento, nella ciotola, fino a ottenere una crema.
  3. Si applica ciocca per ciocca, a mano. La pasta va stesa partendo dalle radici, dove il bianco è più evidente.
  4. Si lascia in posa. Il tempo dipende dalla miscela e dal risultato che si vuole ottenere.

Cosa cambia nel tempo

  • La ricrescita non fa la riga. Il colore vegetale sfuma, quindi tra un appuntamento e l’altro non c’è il «gradino» netto della tinta.
  • Il colore si arricchisce invece di sbiadire. Ogni applicazione aggiunge pigmento a quello che c’è già.
  • Dura quanto una tinta: la differenza non è la durata, ma come se ne va.

Se oggi fai la tinta, puoi passare alle erbe?

Sì. Il passaggio da una colorazione chimica alle erbe richiede un protocollo dedicato: si comincia con un reset botanico, con Sidr e peeling, per liberare la cute e preparare il capello. Poi il colore si costruisce come per chiunque altro, e intanto la struttura del capello recupera. Il primo passo è guardare insieme i tuoi capelli.

Domande frequenti

Le erbe tintorie coprono il 100% dei capelli bianchi?

La copertura è reale e si costruisce applicazione dopo applicazione. Il risultato dipende dalla quantità di bianchi e dal colore di partenza: per questo la miscela si decide dopo aver visto i capelli.

Dopo le erbe, i capelli diventano arancioni?

No, se la miscela è giusta. Con Indigo, Robbia e le altre erbe si ottengono castani, neri e toni freddi.

Una tinta «senza ammoniaca» non è la stessa cosa?

No. Quasi sempre l’ammoniaca viene sostituita dalla monoetanolammina, che non ha odore ma apre le cuticole allo stesso modo. «Senza ammoniaca» non vuol dire «senza chimica».

Quanto dura il colore?

Quanto una tinta. La differenza è che non sbiadisce in modo brusco e la ricrescita è sfumata.

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— Francesca, Ancora un Riccio

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